Ho iniziato a fotografare con la Bencini Comet II di mio padre. Credo di appartenere ad una generazione fortunata che ha visto in pochi decenni un’evoluzione veramente straordinaria del mezzo fotografico, sono passato così dall’uso di pellicole di sensibilità 80 ASA al sensore digitale; resto comunque fedele al magico mondo del bianconero, alla mia camera oscura ed al fascino particolare che provo nell’aprire la tank ed osservare una pellicola appena sviluppata o nel vedere l’immagine materializzarsi nella bacinella dello sviluppo.
Sono nato nel 1953, e vivo a Cosenza, lavoro all’Università della Calabria ed anche nel mio lavoro, per quello che ho potuto, ho riversato la mia passione per la fotografia.