"Il Portfolio Fotografico"
a - Il TEMA fotografico.
b - RACCONTARE con le immagini: foto singola o racconto - tre aspetti del raccontare.
c - Il PORTFOLIO fotografico: cos’è.
a. Il TEMA fotografico
Il tema fotografico è sempre stato considerato come una spina nel fianco alla libertà di movimento del
fotoamatore, nonché un limitatore delle sue capacità espressive. E' vero ?
Sembrerebbe di no. I temi, in genere, sono così vasti fa concedere infinite variazioni e altrettante interpretazioni.
Direi anzi che il "TEMA" libera il fotoamatore: dall'inedia, dalla mancanza d’idee, dal fare il cacciatore d’immagini
qualsiasi. E' un banco di prova!
Il tema ha bisogno di meno fortuna e più intenzionalità tecnica e artistica per essere svolto con risultati positivi.
Ben vengano dunque quei concorsi che indicano un argomento e che consentono, secondo i casi, di documentarlo
o di interpretarlo con fantasia.
b. RACCONTARE con le immagini
Se per molti le nostre fotografie rappresentano il bel risultato del nostro impegno devono, a mio avviso,
diventare anche la materializzazione del punto d'arrivo della frontiera delle nostre capacità comunicative.
Una frontiera che possiamo e dobbiamo dilatare con lo studio e l'esercizio delle potenzialità espressive che sono
proprie del linguaggio fotografico.
b.1 Fotografia singola, o racconto?
Più che all'espressione artistica emanante da una singola immagine, da un’istantanea, noi che riconosciamo il
valore informativo della fotografia: - come scrittura fluida e continua, come specchio della parola.
Dobbiamo dare la preferenza alle immagini unite in ampi contesti, alle concatenazioni tra un'immagine e l'altra, alle
frasi più che alle parole, al racconto più che all'abbozzo, al libro più che al depliant.
Anche se, non siamo dei "professionisti" (termine inteso come esercizio della libera professione) dobbiamo credere
all'impegno più serio, al fervore morale, e puntare diritto senza incertezze ad un genere di fotografia che offra maggiore
dignità in quanto cosciente ed intelligente materia espressiva nell'ambito della narrazione.
Il “racconto” conferisce alla fotografia caratteristica di alta autonomia e originalità.
Pur riconoscendo l’assoluta efficacia di idee tendenti ad esaltare l'espressione artistica e/o informativa nella singola
immagine, è necessario spostare il nostro interesse sul fatto che più immagini fotografiche - collegate tra loro - possono
meglio descrivere ed approfondire fatti, idee e sentimenti e così dar vita, nella forma di "sequenza", ad una "stesura
scritta", ad una "letteratura" per immagini fotografiche.
Ogni portfolio, inteso come un insieme omogeneo d’immagini, nasce attorno ad un’IDEA centrale
Per realizzare un portfolio fotografico si deve tener conto di quattro concetti fondamentali che sono: - l’intenzione
(verbo all'infinito, far vedere, documentare, spiegare, coinvolgere) e l’idea centrale – la continuita’ e la novita’ – la
coerenza di linguaggio – e la verifica dell'idea; un’idea centrale del portfolio che può essere:
1. idea di tipo "documentario": per documentare una certa realtà - per farla conoscere - per informare
2. idea di tipo "narrativo-tematica": per narrare qualcosa che non sia necessariamente l'evento o il soggetto
ripresi nella loro materialità - per esprimere un concetto - per esprimere un tema - per esprimere una
valutazione, una constatazione esistenziale
3. idea di tipo "narrativo-artistica": per esprimere qualcosa di contemplabile (armonie di forme e di
colori).
4. idea di tipo "creativo": per provocare una certa emozione di natura utilitaristica (curiosità, pubblicità,
propaganda ... ).
Uno o piu’ tipi di queste idee possono albergare nello stesso portfolio - vari livelli di significazione - ed é mediante la
"lettura strutturale" che si possono identificare.
Occorre anche programmare bene la vicenda (successione degli elementi sotto il profilo narrativo), il racconto
(successione dei modi di rappresentazione sotto il profilo espressivo) nonché ricordare le tre condizioni essenziali:
a) - idea centrale precisa
b) - attorno all'argomento scelto l'autore deve avere qualcosa da dire
c) - l'autore deve dirlo con la fotografia, partendo dai contorni visibili delle cose.
Pertanto: “perché allora proprio PORTFOLIO ?” Se scattiamo e poi mettiamo insieme un certo numero di fotografie
"legate" in qualche modo tra loro, abbiamo realizzato un "racconto fotografico" (o portfolio per alcuni).
"Perché quindi affidare, in definitiva, a più immagini un unico significato, anziché lasciare i singoli significati a
immagini isolate?"
Forse perché un'immagine singola assomiglia ad una parola che ha un suo preciso significato, ma se collochiamo la
parola in una frase adeguata, il suo significato si arricchisce e si completa.
La frase fatta con le fotografie è l'opera che appunto chiamiamo "PORTFOLIO FOTOGRAFICO" come una frase
costruita con parole ha un suo significato, altrettanto possiamo dire per il portfolio fotografico.
Ognuno di loro però presuppone una diversa mentalità, per essere ben fatto, ed offre differenti finalità perché: per
comunicare un'idea, può bastare una singola fotografia; per comunicare un complesso d’idee, è sufficiente una serie di
singole foto; ma per sviluppare lo sviluppo di un'azione, l'evoluzione di una realtà, la dinamica di una poetica, le ragioni
di un concetto, è necessario realizzare un PORTFOLIO FOTOGRAFICO.
Le immagini sviluppano il nostro messaggio nel loro succedersi, con un inizio ed una fine, ed ognuna di esse ci rivela
nella CONTINUITA' una NOVITA' rispetto alla precedente.
Il racconto si rafforza se realizzato con coerenza tematica e tecnica, e se si riesce ad economizzare nel numero di
fotografie. Fotografare con la finalità di realizzare un PORTFOLIO fotografico è sicuramente una scelta di alto profilo
tecnico-espressiva. Infatti è necessario unire l'esperienza di anni di attività, allo sviluppo di nuove capacità recettive ed
espressive.
Concludendo ritengo che il nostro compito di fotoamatori sia quello di dimostrare, con le nostre immagini, tutta la forza
dello specifico fotografico. L'americano Thomas Gray rilevava metaforicamente che: "molti fiori nascono per fiorire
non visti, e disperdere la loro dolcezza nell'aria del deserto".
Occorre inserire nelle fotografie il nostro vissuto, per caricarle di quell'unicità poetica che le rende un nostro autentico
e profondo messaggio umano.
b.2 Tre aspetti del “raccontare” con le immagini.
1°) ► il "significato":
E' evidente che ciascuna immagine del racconto dovrà avere un proprio significato, ma l'operazione di strutturare l'opera
in un certo modo (da una "molteplicità'" ad una "unicità") porterà al significato vero del RACCONTO (che non sarà il
significato di alcuna singola foto e nemmeno la semplice somma dei singoli significati) ma un significato ulteriore -
caratteristico del raccontare - che nascerà dal sapiente "accostamento delle foto stesse.
2°) ► lo "scorrere del tempo":
Nella struttura linguistica il verbo indica un'azione e, quindi, un passaggio, un movimento, un prima e un dopo.
In un’immagine fotografica non c'è un PRIMA e un DOPO, ma ci possono essere un PICCOLO o un GRANDE, un
DAVANTI o un DIETRO, una DESTRA o una SINISTRA, un FERMO o un MOSSO, un NITIDO o uno SFUOCATO.
L'accostamento di due o più immagini si presta bene a suggerire il passaggio da una situazione all'altra, tempi
successivamente diversi.
3°) ► il "dire di più e meglio":
Immaginiamo di sottoporre un nostro "racconto fotografico" ad un duplice esame:
1. il primo riguardante le informazioni da dare nel coerente progetto narrativo predisposto, cioè la "CONTINUITA’"
del racconto;
2. il secondo riguardante il livello espressivo, e cioè la "NOVITA’" del racconto.
Se il "racconto fotografico" supererà l'esame, se presenterà "continuità" e "novità", molto probabilmente riuscirà anche
a dire "di più e meglio" di quanto avrebbe potuto dire un uguale nr. di singole foto.
c. Il PORTFOLIO fotografico : cos'è ?
Cosa s’intende per "portfolio" fotografico ?
Se scattiamo e mettiamo insieme un certo numero di fotografie collegate - in qualche modo tra loro - abbiamo realizzato
un "portfolio". Oggi, con questo termine, si riassumono le più specifiche (e inutili denominazioni: serie - racconto -
reportage - sequenza - viaggio turistico) usate un po' di anni fa.
Il problema è quello di chiarire il concetto "legate in qualche modo tra loro", lo chiarisco evidenziando il secondo punto
cercando di chiarire cos’è il “significato” del portfolio fotografico.
Ciascuna immagine, del portfolio, dovrà avere un proprio significato, ma l'operazione di strutturare l'opera in un certo
"modo" (da una "molteplicità" ad una "unità") porterà al significato vero del portfolio: non tanto la somma dei
significati delle singole foto, ma un "significato ulteriore", caratteristico del raccontare dovuto al "sapiente
accostamento" delle stesse.
Perché allora “PORTFOLIO”?
Per dire di più e meglio sotto gli aspetti dello "scorrere del tempo" (nelle singole foto non c'è un prima e un dopo); sotto
gli aspetti della "continuità" (completezza narrativa e non ripetizione); sotto gli aspetti della "novità" (ricchezza
espressiva del messaggio).
Perché se desideriamo presentarci ad un "critico" o ad un "gallerista", o se desideriamo mettere insieme un libro, è
consigliabile farlo con opere che posseggono i significati aggiuntivi del "RACCONTARE".
Una possibile definizione di Portfolio:
Si può intendere per PORTFOLIO un complesso di immagini finalizzate ad esprimere un’idea centrale.
I soggetti delle singole foto (il “cosa”) e il modo scelto dal fotografo per rappresentarli e ordinare le immagini in
sequenza - utilizzando il valore espressivo degli accostamenti (il “come”) - devono essere in grado di comunicare con
logica e chiarezza l’idea scelta dall’autore, e cioè il significato del portfolio (il “perché”).
I “significati” possono spaziare in molte direzioni: documentaria – narrativa tematica o artistica – creativa – concettuale
o altre ancora.
Giancarlo Torresani (Direttore DAC)